Rapé Cumaru
Nella cosmovisione Huni Kuin, Cumaru appartiene alla sfera del dau muka (rimedio amaro), il sapere del mukaya (sciamano): colui che lavora con le forze invisibili della foresta, con gli yuxin (spiriti), con l’ayahuasca e con la capacità di vedere oltre la superficie. Dove Murici accompagna la giornata con leggerezza e allegria, Cumaru sostiene la cerimonia, la veglia, il momento in cui l’attenzione ha bisogno di smettere di disperdersi e trovare il proprio centro.
Lo spirito del Cumaru radica, concentra e protegge. Rimuove ciò che è in eccesso, compatta ciò che si disperde e sostiene ciò che ha bisogno di radice. Preserva l’integrità di chi lo riceve, come l’albero stesso che rimane integro per secoli.
Cumaru è il rapé del fuoco lungo, della notte di veglia, del lavoro che chiede fermezza.
Composizione:
- Mapacho amazzonico (Nicotiana rustica)
La base del rapé è il mapacho amazzonico (Nicotiana rustica) tostato, macinato e setacciato fino a ottenere una polvere finissima. In Hãtxa Kuĩ, il mapacho si chiama dume, e la polvere risultante dume deshke (polvere di mapacho). È la pianta che struttura, protegge e dà forza all’insieme.
- Cenere di Cumaru (Dipteryx odorata)
A differenza di altre ceneri Huni Kuin che si ottengono dalla corteccia, la cenere del Cumaru, chiamato kumã in Hãtxa Kuĩ, si ottiene dal legno, il cui durame è molto denso e ricco di silice.
Gli Huni Kuin chiamano l’albero Cumaru «quello che non marcisce» perché è «molto vero», poiché il suo legno è uno dei più duri dei tropici, resistendo alla decomposizione per secoli.
Bruciare il legno del kumã per ottenere le sue ceneri è un’alchimia che richiede tempo, pazienza e un fuoco lungo e sostenuto. Ciò che resta dopo la combustione è una polvere scura, minerale, eccezionalmente alcalina, che risveglia la forza del mapacho con un’intensità superiore a quella delle ceneri più leggere. Questa alcalinità concentrata è ciò che definisce il carattere del rapé di kumã: profondo, fermo, diretto.
Tra le ceneri utilizzate dagli Huni Kuin, quella del kumã è la più scura e densa, una caratteristica che riafferma la posizione del kumã all’interno della cosmovisione del popolo: dau muka, rimedio amaro, la medicina che arriva al fondo.
Uso cerimoniale
Cumaru accompagna i momenti di maggiore profondità spirituale all’interno della tradizione Huni Kuin. È la medicina che si riceve prima di una cerimonia di nixi pae (ayahuasca), nei momenti in cui la protezione e il radicamento sono necessari.
Il suo carattere lo orienta verso la concentrazione profonda, la protezione energetica e il radicamento alla terra. Gli Huni Kuin raccomandano questa varietà a chi già conosce il cammino del rapé e cerca una varietà di maggiore profondità.
Dettagli
– Tribù: Huni Kuin (Kaxinawá)
– Regione: Acre, Amazzonia brasiliana
– Composizione: Dume deshke (mapacho amazzonico) e mapu de kumã (cenere di legno di cumaru)
– Equilibrio: Intermedio
– Carattere: Profondo, radicante, protettore
– Uso: Campione etnobotanico amazzonico
Cumaru, l’albero molto vero
Il kumã (Dipteryx odorata, famiglia Fabaceae) è un albero che raggiunge tra i trenta e i cinquanta metri di altezza, superando la volta della foresta e ricevendo la luce diretta del sole mentre il resto della giungla rimane nella sua ombra. Il suo tronco può raggiungere un metro di diametro, con corteccia liscia di colore grigio.
I suoi fiori, dal rosa al porpora, si aprono in grappoli che attraggono le api più grandi della giungla: le Xylocopa (api carpentiere) e le Euglossa (api delle orchidee).
Possiede un frutto carnoso, simile a un piccolo mango, con un unico seme all’interno: la fava tonka, nera, rugosa, da tre a cinque centimetri, celebre nel mondo intero per il suo aroma di vaniglia e mandorla amara.
Questi semi vengono dispersi dai pipistrelli e dagli aguti, roditori del sottobosco che seppelliscono le fave come riserva di cibo e ne dimenticano alcune, che germinano lontano dall’albero madre. La fava tonka è usata come oggetto di protezione: la si porta addosso come amuleto per proteggere e «addolcire il cammino».
Come leguminosa, il kumã ha la capacità di associarsi con batteri del suolo che fissano l’azoto atmosferico, arricchendo la terra dove cresce. È un albero che dà più di quanto riceve: indurisce il proprio legno fino a renderlo indistruttibile e al tempo stesso nutre il suolo per gli alberi che crescono alla sua ombra.
La distribuzione del kumã percorre tutta l’Amazzonia: dal Venezuela e dalle Guiane fino alla Bolivia, passando per il Brasile, la Colombia e il Perù.
Ciò che rende il kumã eccezionale tra gli alberi dell’Amazzonia è l’estrema durezza e resistenza del suo legno, grazie a un durame pieno di particelle di silice che lo proteggono da funghi, termiti e insetti xilofagi. La sua venatura è intrecciata, con un tatto ceroso, e il suo colore varia dal bruno-rossiccio al porpora profondo.
Gli Huni Kuin dicono del kumã che è «l’albero che non marcisce» perché è «molto vero». La parola kuin (vero) è lo stesso aggettivo con cui il popolo nomina sé stesso (huni kuin, «la gente vera»).
Alla fine degli anni Novanta, un’équipe di ricercatori ha misurato l’età di diversi alberi nell’Amazzonia centrale con il radiocarbonio. Hanno constatato che Cumaru è una delle poche specie amazzoniche capaci di superare i mille anni di vita, arrivando a trovare un esemplare di circa millequattrocento anni di età.
Una delle età più elevate mai registrate in un albero dei tropici: un kumã che vive oggi nella giungla dell’Acre può essere germinato quando gli imperi classici dall’altra parte del mondo esistevano ancora.
Gli Huni Kuin dicono che il kumã possiede la saggezza di molti incantesimi, perché l’albero ha accumulato nel suo legno, nel corso dei secoli, la conoscenza di molteplici forze protettrici della foresta: un kumã di millequattrocento anni ha convissuto con generazioni intere, e la sua cenere concentra quella saggezza.
Nell’Amazzonia brasiliana, il nome «cumaru» si applica a due alberi della stessa famiglia (Fabaceae) ma di generi distinti. Il Cumaru Ferro o Cumaru Verdadeiro (Dipteryx odorata) è il gigante della volta arborea, il legno che non marcisce, la fava tonka. Il suo nome ferro (ferro) allude alla durezza del suo legno. Il Cumaru de Cheiro (Amburana cearensis), chiamato anche imburana, è un albero diverso, con un legno aromatico più tenero e proprietà distinte. Il rapé Cumaru Huni Kuin si prepara con il Cumaru Ferro: Dipteryx odorata, l’albero molto vero.
La tribù amazzonica Huni Kuin
Gli Huni Kuin («la gente vera» in Hãtxa Kuĩ, la loro lingua) sono uno dei popoli indigeni più numerosi dell’Amazzonia brasiliana. Più di quindicimila persone abitano i bacini del río Jordão e dell’Alto Juruá, nello Stato dell’Acre, organizzate in oltre cento villaggi. La loro storia recente è una storia di ricostruzione: decimati durante il boom del caucciù all’inizio del XX secolo, hanno riconquistato il loro territorio, recuperato la loro lingua e ricostruito le loro comunità in appena tre generazioni.

